Quando, come e perché creare degli itinerari nel GPS

Published on : 18 March 20216 min reading time
Dopo la pubblicazione del nostro ultimo articolo (qui), dove abbiamo comparato la nostra esperienza con il GPS Garmin Zumo XT e Tom Tom Rider 550, abbiamo notato che esistono numerosi dubbi sull’argomento: come e perché creare degli itinerari nel GPS. 

Vale la pena di creare un itinerario dettagliato? Come creare un itinerario nel GPS? Che tipi di itinerari posso creare? Quando creare un itinerario da seguire: prima o durante il viaggio? 

Noi  vi presentiamo qui i metodi che noi utilizziamo e le tappe che noi seguiamo per rispondere a queste domande. Sottolineando ancora una volta che sono i nostri metodi, ciascuno si adatta a quello che meglio gli conviene. Dei metodi che hanno sempre come obiettivo principale: eliminare il lavoro e le preoccupazioni durante i viaggi, lasciandoci liberi da ogni tecnologia ed il più possibile indipendenti. Lasciando spazio per quello che ci piace fare davvero: rilassarsi sulla moto. 

Costruire un itinerario dettagliato nel Gps non è la stessa cosa che doverlo seguire fedelmente lungo la strada. 

Noi sottolineiamo che, anche se abbiamo sempre un itinerario dettagliato da seguire per ciascun giorno, quando noi viaggiamo, deviamo od aggiungiamo punti secondo la nostra volontà del momento. E’ fondamentale avere un piano di base per noi. Questo non significa che non sarà modificato  nel corso del viaggio. La flessibilità e una buona pianificazione ci offrono diverse opzioni nel corso di un’avventura; che sfrutteremo al massimo. “E’ ancora presto. Perché non andare su quella a lato? Questa strada è noiosa, proviamo l’altra? Abbiamo ancora il tempo di fare qualche altro chilometro oggi, per andare da qualche altra parte? Laggiù, chissà chi ci ha detto che era figo”. 

Utilizzare la tecnologia senza mai esserne tropo dipendenti 

Il mondo tecnologico, e le mille e una applicazioni che spuntano ogni giorno, non è mai stato qualcosa che ha esercitato un magnetismo su di noi. Noi siamo pratici all’antica, sapendo esplorare rapidamente i vantaggi e le funzionalità che la tecnologia ci offre, senza mai renderci troppo dipendenti e troppo coinvolti dai mille e uno congegni elettronici.

In effetti, queste opzioni ci portano generalmente a dipendere da uno smartphone, da un segnale di rete mobile o  wi-fi. Questa dipendenza non ci disturba nei luoghi poco affollati, ma non è la stessa cosa nel momento in cui attraversiamo il deserto, scaliamo delle montagne, guidiamo nell’Artico o, semplicemente, camminiamo in luoghi lontani. Se, fino ad ora, i nostri  viaggi si sono svolti in Europa e che noi abbiamo già incontrato delle difficoltà, immaginate se dovessimo entrare in Africa, in America del Sud od in Oriente. Ecco perché, oltre a prendersi  la briga di creare degli itinerari sul GPS che seguiamo nei nostri viaggi, le mappe di carta sono nei nostri bagagli. Scarabocchiate e sottolineate, in modo tale che tutto quello che registriamo nel GPS, si trova anche in semplice forma cartaceo, che noi tiriamo fuori dai nostri bagagli. 

I nostri itinerari privilegiano i luoghi semplici

Nei  lunghi viaggi, nazionali od internazionali, i nostri itinerari ci portano in luoghi lontani dai computer e dalle altre fonti tecnologiche (è per questo che noi lo programmiamo in modo molto diverso). Noi cerchiamo la natura e la tranquillità nelle strade che attraversiamo.  Cerchiamo di terminare la giornata in luoghi  isolati, immersi in paesaggi maestosi. Per una passeggiata all’aria aperta, fino all’unico posto  dove si possono consumare i propri pasti. Od anche per un pic-nic improvvisato, perché siamo così lontani da tutto che non possiamo nemmeno trovare un ristorante.

Così, oltre a non voler perdere tempo a pensare all’itinerario del giorno dopo, non vogliamo preoccuparci di caricare i percorsi sul GPS, per non parlare dello smartphone. Questo piccolo apparecchio ci ha già troppo spesso deluso. L’abbiamo sperimentato  in luoghi lontani e non ci ha dato alcun senso di fiducia. Sottolineando ancora una volta in questo contesto, la fragilità di uno smartphone quando viene sottoposto a numerose ore di utilizzo ed a condizioni meteorologiche diverse. In più, fino a poco tempo fa’, quando le pubblicazioni del nostro blog ancora non esistevano, il mio telefono portatile rimaneva spento e perso  in mezzo ai miei bagagli durante tutto il viaggio. A volte, mi ricordo di quella sensazione di  scollegamento dal mondo con una certa nostalgia. Mi ricordo inoltre che condividere le nostre avventure ed ispirare gli altri a seguire i nostri viaggi, mi procuravano tutt’e due soddisfazione.

Pianificare nei dettagli  e memorizzare inconsciamente il percorso dettagliato

Il lavoro di creazione degli itinerari nel GPS costituisce per noi la pace dei sensi. Per i motivi che abbiamo indicato qui sopra, avete già capito che prima di ogni viaggio, noi acquistiamo delle mappe cartacee della destinazione (che ci accompagneranno in seguito nei nostri bagagli) e carichiamo migliaia di chilometri d’itinerari nel nostro GPS. Pianifichiamo tutto in dettaglio, seguendo il vecchio detto secondo il quale un viaggio si vive tre volte: quando lo si pianifica, quando lo si fa’ e quando lo si ricorda. Aggiungerei  una quarta volta: quando si sogna!

E’ forse il mio lato femminile, conosciuto per la mia prodigiosa memoria, che mi permette di memorizzare facilmente e nei dettagli ogni itinerario che mi propongo di fare? Quello che è sicuro, è il fatto che guardare la mappa,  su carta o al computer, quando preparo i nostri percorsi, mi fa pensare inconsapevolmente ai molti  nomi dei piccoli luoghi che attraverseremo. Questo mi aiuta a sapere dove mi trovo, dove vado, il tragitto approssimativo da seguire e se la giornata trascorrerà nel modo giusto, in quanto ho ancora delle visite alternative non incluse che posso sfruttare. Questo monastero, quel  castello, questo panorama o quella stradina un po’ fuori mano.

Guardando lo schermo del nostro GPS,  che indica i punti cardinali, verifico sempre rapidamente se stiamo seguendo l’itinerario previsto. Tutto questo, in un tale contesto, può far pensare che queste misure siano in realtà troppo problematiche o laboriose. Tuttavia, è un processo naturale e spontaneo che generalmente si svolge senza grande sforzo, in una giornata di viaggio tranquilla.

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